BIO – HISTORY OF GHOSTS

 

Mykimono è più un progetto lungo una vita che una vera e propria band. L’origine di questo progetto si colloca temporalmente nella metà degli anni ’90 e spazialmente nella più o meno ridente città dell’Aquila, capoluogo abruzzese. Mykimono è nome (moniker, alias, alter ego, fate voi)  scelto dal fondatore (e unico membro stabile) Marco Maddalena,  in omaggio al pezzo  dei Polvo di cui trovate il link YouTube qui sotto. E’ una traccia che rappresentava (e tuttora rappresenta) al meglio la nostra attitudine e i nostri gusti: troppo sgangherata per essere vera, ma di una sgangheratezza che occultando l’evidenza delle cose finisce per esaltarne il senso. 
A cavallo tra gli anni novanta e i primi anni duemila, nel laboratorio artistico di Mykimono (la sua cameretta) si affastellano decine  di produzioni musicali, concepite come album, anzi come veri e propri concept album, ma che, una volta uscite dal frullatore del multitraccia, finiscono per trovare aurea e definitiva collocazione in audio cassette che il progresso e il sisma del 2009 hanno con ogni probabilità  consegnato all’immortalità dell’oblio. 
In queste prime fasi, l’esperienza Mykimono ha usufruito della collaborazione indefessa di CM, musicista vastese, allora attivo a suo volta con il proprio progetto personale Belongstome. Le prime produzioni di Mykimono affiancavano a pezzi compiuti (che prima o poi riusciremo a ritirar fuori dalle nostre chitarre per donar loro nuova vita) a spunti assolutamente lontani dalla forma canzone. Si tratta di composizioni influenzate dalla scena ‘indipendente’ (una parola che ora mette i brividi) americana di quegli anni. In particolare il riferimento principale era SMOG, come allora si faceva chiamare il cantautore Bill Callahan
Fu proprio in quegli anni che per la prima volta Mykimono incrociò la strada di Bob Nails, attualmente secondo membro stabile del progetto. Una collaborazione che allora si limitò ad un solo (ed epocale) pezzo, anch’esso perso negli anfratti dello spazio-tempo. 
L’impercettibile ma densissima traiettoria di Mykimono si spezza a fine 2001, quando il fondatore viene colpito da vicende personali che, musicalmente parlando, lo conducono sì a realizzare il suo miglior album (sempre nelle modalità di cui sopra)  sino ad allora, ma anche a non sentire più la voglia o l’esigenza di esprimersi con la musica. 
Questa bio ha quindi, un buco di 16 anni e forse a stupire non è tanto il palesarsi di questo vuoto, quanto piuttosto il fatto che, a fine 2017, quella voglia, quell’esigenza ritornino, e lo facciano in modo, se possibile, più urgente di prima. 
I primi abbozzi di quello che diverrà poi l’album Lusty Friday Gore risalgono al Novembre del 2017, mentre è nella prima metà del 2018 che finalmente le strade di Mykimono intercettano di nuovo quelle di Bob Nails e conducono alla attuale configurazione del progetto. 
Lusty Friday Gore è un album totalmente auto-prodotto che si avvale della preziosissima collaborazione di Fancy Chestnut per le parti di piano e tastiera in 4 dei 9 pezzi inseriti nell’album e di quella di Viviana Pacifico per la parte grafica (copertina dell’album e altre delizie che in tempi brevissimi vedranno la luce). 
Attualmente Mykimono ha il suo baricentro logistico al km50 dell’A24, l’autostrada che nello stesso tempo separa ed unisce i due membri stabili.